Remise en forme. Dovere è potere

giovedì 18 aprile 2013 Lifestyle

I primi soffi primaverili sono tendenzialmente accompagnati dalla stringente necessità di rimediare diete e strategie alimentari dell'ultimo minuto, per ritrovare la forma perduta nei letargici mesi invernali. Se i regimi last minute si rivelano molte volte controproducenti trovate, cosa ci impedisce davvero di lavorare sulla nostra armonia fisica e interiore?

Le ricerche dimostrano che il 25% delle persone che intraprendono percorsi alimentari o allenamenti specifici sospende tali attività prima che sia scoccato il quindicesimo giorno.
Il nostro cervello impiega però all'incirca trenta giorni per assimilare il nuovo comportamento e tradurlo in azione abituale.
Il problema che viene a delinearsi è piuttosto evidente: dove cercare e come trovare la forza motivazionale per resistere almeno un mese?

Sull'importanza della motivazione e degli strumenti e approcci per affrontare i pensieri disfunzionali, quelli responsabili delle interruzioni di diete e allenamenti, si fondano vere e proprie scuole di pensiero.
Da dove partire per seguire con efficacia un regime dietetico o un training?
Le prime due variabili da prendere in considerazione sono il tempo e il self control.
In primo luogo è fondamentale che i cambiamenti che s’intende affrontare non siano drastici, ma calibrati e progressivi. Sottoporsi a quotidiane sedute in palestra dopo lunghi mesi di totale inattività significa chiedere troppo a mente e corpo. Meglio partire con un paio di appuntamenti settimanali, per poi passare a tre in un secondo momento.
Studiati e provati sono invece i limiti della forza di volontà, specie quando sottoposta a tentazioni e continue prove da superare. Rifiutare un alimento che ci siamo prefissati di evitare mette in gioco la nostra capacità di resistenza, che tende a logorarsi con facilità. Forse banale, eppur di sicura efficacia è fare appello all'antico detto "occhio non vede, cuore non duole", tenendosi alla larga da tentazioni che sappiamo essere pericolose.

Un altro elemento cruciale per focalizzarsi sui propri obiettivi a medio-lungo termine risiede nella potenza di un verbo. L'autoconvinzione ha un forte potere sulle nostre capacità decisionali. Per lavorare concretamente sulla propria volontà basta sostituire al verbo potere il più incisivo dovere. La frase “devo andare in palestra” suona come un must di ardua trasgressione, un compito da svolgere che non lascia molto spazio a ripensamenti o brusche virate di pensiero. La scelta del giusto vocabolo influisce sulla nostra capacità decisionale e conseguentemente sulle nostre azioni e comportamenti. Via libera quindi agli imperativi autoimposti che ci mettono di fronte a task da compiere e portare a termine.

L’unione fa la forza. Trovare dei compagni di viaggio aiuta a rendere i percorsi meno noiosi e più stimolanti: un istruttore, un gruppo di amici con un obiettivo da perseguire. Studi recenti, svolti dal Research Triangle Institute del North Carolina, dimostrano che il lavoro di squadra, in coppia, è la scelta vincente per raggiungere mete condivise.

E se si commettono un paio di trasgressioni?
Gli incidenti di percorso non vanno mai considerati fallimenti e non devono rappresentare una valida scusante per abbandonare i buoni propositi.