Femminilità e erotismo

martedì 29 gennaio 2013 Estetica

La bellezza ed il rinascimento del corpo.
Ben si sa che più un oggetto o un soggetto è vietato, più lo si desidera, e non solo nel nostro mondo contemporaneo, ma anche nel Rinascimento.

L’erotismo, l’esaltazione dell’amore fisico è stato sempre malvisto e talvolta perseguitato. Eppure in quei decenni ebbe un indubbio sviluppo insieme a un’evidente materialità che contraddistinse l’epoca. Fu un periodo in cui vi era una forte domanda di dipinti sensuali, di donne nude che risaltavano per la loro integra bellezza, spesso in pose seducenti, provocanti.

Pensiamo alle Veneri del Tiziano, sembrano addirittura l’idealizzazione del corpo femminile, quasi una pornografia destinata all’élite. Ma non solo lui esaltava la bellezza femminile, anche Veronese (Venere e Adone, 1584), Giorgione (Concerto campestre, 1510 ca.), Raffaello (La Fornarina, 1520), Correggio (Mercurio, Venere e Cupido, 1522), e via dicendo, hanno nella loro produzione una certa quantità di quadri in cui la donna svestita è soggetto principale dell’insieme.

Se osserviamo la Venere di Urbino, Tiziano, 1538, la vediamo leggiadramente distesa su un letto che sembra disfatto, con le gambe incrociate, i biondi capelli sparsi sulle spalle, le rose in una mano, mentre l’altra nasconde l’oggetto del desiderio. Sembra invitare all’erotismo, erotismo necessario, sembra dire il quadro, in una unione matrimoniale. Lo sguardo è sensuale, passionale, ma nello stesso tempo leggiadro e aggraziato. Venere, Marte e l’Amore, Piero di Cosimo, 1490 ca.

In un ambiente paradisiaco, Marte è disteso con gli occhi chiusi, mentre Cupido si adagia abbandonato sul corpo di Venere con una mano che indica il dio. Simbolo sessuale, un coniglio dalle lunghe orecchie sfiora lievemente la mano sinistra di Cupido. La donna, con un leggero velo trasparente che copre alcune parti del corpo, osserva compiaciuta tutta la scena. Due colombe si guardano amorosamente, angeli sullo sfondo giocano con i diversi pezzi dell’armatura di Marte.